| La sinteticità del lavoro viene determinata in primo luogo razionalizzando l'impiego delle linee strutturali, riducendole al minimo indispensabile. Si deve cercare di definire al meglio l'oggetto della rappresentazione, mantendo uno stile pulito, che eviti tratti eccessivamente articolati, privilegiando andamenti naturali, lineari, e con curve morbide. |
| Le superfici acquisteranno maggiore sinteticità quanto più appariranno lisce, levigate, conferendo all'oggetto un senso di artificialità e atemporalità. I piani potranno essere geometricamente irregolari, senza richiamare alcuna forma elementare (come quadrati, triangoli o cerchi), ma dovranno conservare uno sviluppo ben definito e con dei limiti, dei confini, ben precisi. |

| Gli spazi devono suggerire ampiezza e facile percorribilità all'interno di essi; gli elementi che popoleranno tali aree saranno dunque pochi, e facilmente individuabili nel contesto spaziale, così come poche saranno le pareti divisorie, nel tentativo di conferire all'ambiente una organica omogeneità. |
| Per quanto concerne il piegamento degli oggetti, la sinteticità contemplerà modalità ergonomiche semplici ed intutitive: si cercherà di individuare il percorso più rapido e pratico, scegliendo una "traiettoria" di piegamento che mantenga sempre lo stesso verso e la stessa direzione. |
| Nell'effettuare divisioni all'interno dello spazio, si cercherà di mantenere sempre una certa analogia e interazione tra gli oggetti divisi, tale da far intuire come essi facciano in realtà tutti parte di un unico elemento, e non siano perciò delle "monadi", degli enti autosufficienti ed incomunicabili. |
| Una ripetizione sintetica prevede che qualsiasi tipo di successione sia attuato seguendo una disposizione ordinata (è preferibile l'allineamento) e facendo in modo che uno stesso elemento non venga ripetuto un numero eccessivo di volte (un limite possibile di ripetizione potrebbe essere fissato a 5 oggetti max). |