Il
quadro mostra un uomo di spalle
che osserva un mare in tempesta,
sopra la cima di uno scoglio.
Il
dipinto può essere visto come
una tipica rappresentazione romantica
dell'uomo che si confronta con la natura, magnifica e terribile, che fa
sentire l'essere umano piccolo ed estraneo alla sua potenza.
Allo stesso tempo, però, si nota
la posa fiera del viandante, che,
nonostante la sua piccolezza si sente
elevato dal fatto che riesce a concepire
simili sensazioni (sublime Kantiano).
La scena è vista dall'esterno,
in terza persona, per sottolineare
la solitudine e l'angoscia dell'uomo
difronte alla contemplazione della natura.
Inoltre, in questa scelta si può
anche riconoscere il tentativo dell'autore di rappresentare con distacco,
dipingendo ciò che vede davanti a sé,
ciò che sente dentro di sé
"Il pittore non deve soltanto dipingere
ciò che vede davanti a sé,
ma anche ciò che vedi in sé.
Se però in sé non vede nulla,
tralasci di dipingere ciò che
vede davanti a sé" (Friedrich).
Il fatto che l'uomo sia visto di spalle
simboleggia la perdita della sua individualità
nel tentativo di diventare anch'esso parte del tutto infinito, da cui egli
si sente escluso.
Questo fatto aiuta l'osservatore
ad identificarsi maggiormente nel viandante,
che diventa il simbolo di tutta l'umanità.
