" Le nuvole si muovono nel cielo e modificano allinfinito la loro immagine. Le dune sono in perenne movimento trasformandosi sotto la spinta del vento e variando, senza sosta, la forma stessa del deserto. Le coste rigenerano il loro profilo continuamente sotto limpulso delle onde, delle correnti e delle maree, e questa lenta erosione, molto spesso dà luogo a forme casuali ma di incomparabile ed inusitata bellezza. Tutto ciò è dovuto a eventi naturali, o meglio alla concomitanza casuale ed imprevedibile di più eventi. Eppure, nonostante laleatorietà di queste sequenze, le nuvole hanno sempre la forma di nuvole, anche se possono alludere ad altre forme, le rocce mantengono limmagine di rocce. La natura presenta la peculiarità, la riconoscibilità dei suoi singoli eventi ed elementi, anche se questi subiscono sequenze non controllabili, caotiche, di forze esterne. Anzi, proprio questi eventi esterni imprevedibili amplificano la riconoscibilità, la caratterizzazione formale degli elementi stessi. Una nuvola è più nuvola se viene strapazzata dal vento, una costa è più costa se ha le tracce di tempesta e di glaciazioni, un ulivo è più ulivo quanto più è stato piegato e contorto dal vento "
(Celestino Soddu Città aleatorie)
Dopo la nostra breve introduzione non sembrerà del tutto casuale la scelta dellarea tematica da cui è scaturito il nostro argomento di tesi. La strada è stata lunga e tortuosa e ancora ci aspettano mille ostacoli che nonostante siano gli ultimi da superare, si sa, saranno anche i più faticosi ma una volta giunte alla meta la soddisfazione sarà tale e sarà tanta che tutte le pene e i sacrifici saranno dimenticate per lasciar posto a tanta gioia.
Dubbi, angosce e contraddizioni sono stati per mesi nostri compagni di viaggio, e ad un certo punto abbiamo temuto non ci volessero più abbandonare ma proseguendo nel cammino ci consolava, di tanto in tanto, scorgere allorizzonte qualche spiraglio di luce, cosicchè si può dire che siamo andate avanti per ispirazione divina, ed ogni lampadina che si accendeva era un passo in più ad accorciare la distanza dal traguardo.
Nomadismo: realtà/artificio e dire che la scelta dellarea tematica è stata immediata e a dir poco esaltante, poi dopo la scelta, quella frase, letta e riletta, non suscitava in noi altro che confusione, indecisione, vuoto o meglio troppo pieno da non riuscire più a raccapezzarci tra il materiale e le idee che ci sommergevano.
La sorpresa piacevole è stata rendersi conto che andando avanti tutta quella confusione iniziale, man mano, e pezzo per pezzo, è tornata a galla ed è tornata utile si trattava quindi solo di riuscire a definire una direttrice da seguire e di riuscire a riorganizzarvi attorno gli imput temporaneamente accantonati.
NOMADISMO per noi, fin dalla prima scelta del tema, non è mai stato quello in senso più tradizionale ... c'era nellaria una qualche idea, certo! Potremmo dire una nostra interpretazione astratta di questo concetto ma i concetti astratti vanno pur spiegati, per lo meno a chi li astrae! Ecco che inizia la SFIDA lo scopo della nostra tesi è diventato scoprire cosè il nomadismo secondo noi, e come, visto che in fondo stiamo per laurearci in Architettura, questo concetto che tanto ci affascina avrebbe potuto caratterizzare la nostra riconoscibilità.
Nomadismo tradizionale, mentale, temporale ci siamo guardate attorno, poi ci siamo guardate dentro, e, dal caos più assoluto, pian piano è emersa la convinzione che il nostro nomadismo è uno stato mentale, una corrente di pensiero, un nuovo stile di vita, flessibile ed in costante evoluzione nello spazio e nel tempo. Il nostro nomadismo è sinonimo di LIBERTA
"Sono persuaso che bisogna mettersi in una specie di bagno di ricettività che consente di assorbire il mondo, di raggiungere il mondo. Bisogna che andiamo sempre più verso il mondo; bisogna vedere della gente, bisogna vedere degli esseri, bisogna toccarli, bisogna sentirli, bisogna amarli o detestarli, ma bisogna assorbirli e, attraverso il processo che è stato quello dellarte di tutti i tempi, digerirli e restituirli, sotto una forma modificata dalla nostra stessa personalità."
(Jean Renoir La vita è cinema)
libertà di mettersi in gioco giorno dopo giorno e di confrontarsi con sé stessi e con gli altri, libertà di assorbire il mondo che ci circonda e di trattenerne solo gli aspetti che più ci piacciono libertà di essere liberi, sempre, ovunque e con chiunque di essere noi stessi.
Nomadismo è da sempre sinonimo di spostamento e di migrazione, e noi non vogliamo certo andare contro certe convinzioni solo, noi intendiamo lo spostamento in modo meno tradizionale. Noi parliamo di uno spostamento impercettibile, virtuale, di una predisposizione allapertura e allelasticità mentale che porta al desiderio di conoscenza, di novità di accorciare le distanze immaginarie che ci separano da realtà che non ci appartengono, realtà di cui servirci per avviare innumerevoli e imprevedibili processi di rigenerazione e di evoluzione.
"Progettare vuol dire anticipare, prevedere, appropriarsi di paradigmi che renderanno disponibile il mondo una via verso il futuro, che poggia sulle origini, sulla finalità progressiva della storia e sulla riconoscibilità di un territorio che limita e definisce i luoghi nello spazio e nel tempo."
(Massimo Ilardi Lindividuo in rivolta)
Quindi nomadismo è anche incontro, scambio, metamorfosi, dinamica evolutiva è una condizione propria di un qualsiasi sistema che incontrandone un altro qualunque, lo scruta, lo studia e decide o meno di accettare il confronto con la diversità. Se il confronto ha luogo, significa che il sistema di origine è consapevole che si verificheranno dei cambiamenti, che dallincontro uscirà modificato, rinnovato, forse stremato ma significa anche che è aperto alle eventuali possibilità e che è pronto ad accettare la sfida, a mettersi in discussione.
Perché si possa continuare a parlare di nomadismo e non di suprematismo o di tirannia, riteniamo necessario che pur proiettandosi verso nuove dimensioni e assumendo di volta in volta aspetti differenti, il sistema originario debba riuscire a conservare e a rafforzare la propria identità perché questa non venga cancellata dalle nuove caratterizzazioni.
Risultato ottimale del confronto fra due potenziali sistemi avversari sarebbe la coesistenza armonica delle rispettive caratterizzazioni, ciò a significare che anche se è auspicabile che il primo sistema acquisisca e assorba informazioni dal nuovo per attuare il suo processo di metamorfosi, condizione perché questo possa modificarsi è che diventi una nuova versione di sé stesso cioè che il sistema originario conservi una propria riconoscibilità di base attorno alla quale ricostruire volta per volta una nuova formalizzazione.
Volendo trasporre questi concetti in ambito progettuale nostro obiettivo diviene riuscire a progettare un mondo di luoghi, di oggetti, di architetture in continua metamorfosi, aperti ad innumerevoli ed imprevedibili possibilità evolutive, capaci allo stesso tempo di tramandare la propria identità quale segno indelebile della propria riconoscibilità chiameremo questa condizione ottimale PROGETTARE NOMADE.