' Va con passo claudicante e mai tien la retta via, fra la massa contrastante sembra in preda alla follia; or rallenta l'andatura, ora invece allunga il passo per tentare l'avventura di riuscire in un sorpasso. Finalmente, un po' in ritardo ma sorretta da speranza, alla striscia del traguardo giunge piena di baldanza. Si raddoppia nel volume e col peso suo sovrasta l'avversario che nel fiume collettivo è ancor rimasto. Ma non pensa a riposare: torna indietro e va a giocare.'
IMMAGINARIO DI RIFERIMENTO ADOTTATO PER LA SCELTA DEL PARADIGMA
LABIRINTO
Non ci sarà sortita. Tu sei dentro
e la fortezza è pari alluniverso
dove non è diritto né rovescio
né muro esterno né segreto centro.
non sperare che laspro tuo cammino
che ciecamente si biforca in due,
abbia fine
(tratto dalla poesia Labirinto di J.L. Borges)
IL GO
il gioco astrologico del Go,
altro gioco di scacchi dellOriente.
E più antico della più antica scrittura
E la scacchiera è una mappa delluniverso.
Le sue varianti nere e bianche
Esauriranno il tempo.
In essa gli uomini possono smarrirsi
Come nellamore e nel giorno
Oggi, 9 settembre 1978,
io, che sono ignorante di molte cose,
so che ne ignoro una di più,
e ringrazio i miei numi
per la rivelazione di un labirinto
che non sarà mai mio.
(tratto dalla poesia Il Go di J.L. Borges)
non basta lindividuazione delle leggi ma è necessario anche spingersi nellambito degli eventi singolari e irripetibili. In termini generali, si delinea il passaggio da un punto di vista del controllo e della previsione ad un punto di vista del GIOCO. I processi evolutivi e storici dipendono da uninterazione irriducibile tra meccanismi generali che operano come vincoli, la varietà, lindividualità, la contingenza degli eventi, e le strategie e le scelte dei giocatori che si muovono fra i vincoli e gli eventi per costruire nuovi scenari e nuove possibilità.
(tratto dal libro La sfida della complessità
in ogni caso non cè niente di meglio del gareggiare per arricchire il proprio bagaglio di esperienza.
Scipione lAfricano, prima di vincere Annibale nella battaglia di Zama, tracciò un piano con molti quadrati e, adoperando dei pezzi simili alle pedine, se ne servì per indicare i punti strategici che occupavano i nemici a fronte di Cartagine.
(tratto dal libro Giocare a dama- S.Maccagni )
A questo punto, innescato il processo ci siamo dovute guardare attorno e dallimmaginario comune abbiamo dovuto far emergere il nostro paradigma, ovvero un modello in grado di rappresentare in modo particolarmente adeguato il gioco tra concetti e possibilità di sperimentazione e, allo stesso
tempo, un esempio semplice con lunica pretesa di essere rappresentativo per qualsiasi situazione a venire. Il nostro paradigma date le premesse non poteva che essere un modello che prevedesse un confronto, una sfida, ma non una guerra o uno scontro feroce perché non un gioco allora!? Ecco che IL GIOCO DELLA DAMA è diventato il nostro PARADIGMA, perché secondo noi è un modello che si presta a rappresentare il concetto da noi fin qui portato avanti.