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Quest'ultimo rende inoltre possibile un controllo interattivo e diretto delle geometrie; in tal modo si possono operare modifiche codificate sugli oggetti coi quali realizzare scenari metaprogettuali diversi ma appartenenti ad una stessa specie, identificabile nei codici definiti.

Il vantaggio di una rappresentazione a computer risulta a mio avviso essenziale nel caso di superfici complesse e senza soluzioni di continuità come le facciate di casa Batlò o di casa Milà : se da un lato è vero che le soluzioni adottate dall'architetto sono frutto del suo estro creativo (ritenuto a confine tra genialità e pazzia), la ricerca del "modus operandi" di Gaudì non può realizzarsi con un approccio casuale e intuitivo, ma tramite la definizione di codici generativi che fungano da motore creativo del progetto. Il plasticismo e l'organicità delle opere di Gaudì sono resi possibili da un abile uso di tecniche costruttive e materiali come il calcestruzzo e i conci in pietra, e il mosaico per quanto riguarada la componente decorativa, indubbiamente rappresentativa dello stile dell'architetto catalano. Per poter ottenere risultati analoghi nei modelli a computer, ho costruito dei codici generativi che agiscono su due livelli : un primo livello della forma, quindi delle carattersistiche geometriche degli scenari, per il quale ho utilizzato la modellazione con curve di tipo "nurbs" che determinano superfici complesse, ma sono geometricamente controllabili attraverso dei punti generatori; queste curve sono un sotto-insieme di tutte le curve possibili, e il termine "nurbs" è l'abbreviazione di Non Uniform Bicubic Spline. Un secondo livello di codici riguarda invece gli attributi degli scenari : caratteristiche cromatiche delle superfici, materiali, decorazioni, caratteristiche tipologiche. In questo secondo caso i codici adottati fungono da motore generativo di matrici formali relative ai motivi decorativi. Attraverso un processo di stratificazione dei differenti codici costruiti per ogni progetto, che si traduce in un paradigma organizzativo di larga scala, modificando i valori dei parametri corrispondenti ai codici stessi, ho ottenuto degli scenari metaprogettuali di specie. Da un confronto con l'immaginario di riferimento di tali scenari, ottengo una verifica di riconoscibilità, e quindi di validità dei codici utilizzati che è l'obiettivo primario del mio studio sull'opera di Antoni Gaudì. Nell'ultima fase del progetto verrà operata una contaminazione con elementi esterni: utilizzando i codici generativi già costruiti precedentemente, e di cui sarà stata eseguita una verifica di applicabilità e validità sugli scenari ottenuti, si attiva il processo progettuale adducendo alcuni parametri (relativi ai codici) da architetture di altri autori. Tale procedura conduce a ipotizzare nuovi scenari che fondono le matrici di riconoscibilità di Gaudì (tramite i codici adottati) con le matrici esterne che operano da catalizzatori di trasformazione.

 

 

 

3- Il giovane Gaudì in una fotografia del 1878. Gaudì rifuggiva la macchina fotografica. La foto ha un valore straordinario trattandosi di una delle poche immagini di Gaudì pervenutaci. La foto ci mostra un giovane artista all'inizio della propria carriera, di bell'aspetto, di vedute aperte e amante della vita mondana. (la fotografia si trova nel museo civico di Reus).

 

 

4- Eusebi Guell i Bacigalupi, grande amico e protettore di Gaudì. La foto risale al 1915.