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"La
complessità dipende anche, ed in modo più pertinente se
la si valuta alla scala dell'oggetto, dalla storia progettuale che ha
portato a quella possibile architettura, al genius loci di un determinato
ambiente, a quel particolare prodotto industriale. E soprattutto da come
si è evoluto il progetto, dalla logica operativa che si è
attivata, e non soltanto dal gesto estemporaneo che ha potuto catalizzare,
innescare il processo evolutivo." Celestino
Soddu, Enrica Colabella, "Il progetto ambientale di morfogenesi",
Progetto Leonardo, 1992.
La scelta
di queste tre architetture di Gaudì, come scenari di riferimento,
è soggettiva ma non casuale. I lavori di costruzione delle tre
opere hanno inizio negli stessi anni (1904-1906) e rientrano in una fase
della storia progettuale dell'autore riconosciuta come secondo periodo,
in cui si colloca l'ultima opera di Gaudì : il tempio espiatorio
della Sagrada Familia (1883-1926). Ho cercato di interpretare e definire
una possibile logica operativa, attraverso un processo addutivo dei codici
generativi. Secondo questa lettura soggettiva, i tre scenari presentano
delle affinità di codice, in particolare rappresentano un processo
evolutivo dell'idea, in funzione di un incremento di complessità
: una complessità di forma che ho tradotto nel motore del progetto,
cioè nel paradigma organizzativo dei codici addotti. Lo schema
mostra questa logica in funzione dei tre scenari di riferimento addotti:
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Scenari
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Sedile
di parco Guell
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Casa
Batlò
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Casa
Milà
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Codici
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primo
codice
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+
codici
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+
codici
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Scala
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Complessità
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Tempo
del progetto
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Secondo questa mia
interpretazione il primo scenario, cioè il sedile, possiede una
complessità della forma (superficie) minore. Dopo tutto, se si
considera l'oggetto sedile isolato dal contesto del progetto, è
ovviamente di scala inferiore rispetto ai due edifici. Questo ha richiesto
la costruzione di un primo codice generativo e di un primo paradigma organizzativo.
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