Il lavoro che mi appresto ad eseguire, è basato sull’uso di strumenti che mi aiutino ad estrapolare le regole, regole che sono definite come tali nella struttura organizzativa paradigmatica in conformità ad una corrispondenza che io definisco.

 
Ho inserito la poesia di Baudelaire Corrispondenze, poiché mi ha fatto capire che il mio non è stato un procedimento arbitrario, ma facente parte di un processo di connessioni proprio dell’uomo: infatti, il punto di vista della poetica non è arbitrario ma rappresenta il punto di vista dell’autore
 
Il primo passo del mio lavoro è stato l’individuazione di un immaginario di riferimento, con il quale iniziare a muovermi all’interno dell’opera di Pasolini.
Il metodo che ho usato, non è altro che una pratica associativa che si basa sulla memoria, alla quale segue il momento associativo ossia come tra gli elementi scelti si stabiliscano dei rapporti.
Ho quindi individuato tre categorie nelle quali suddividere il mio immaginario di riferimento: dinamicità, solitudine, spaesamento, nelle quali ho suddiviso il materiale da me raccolto: la parte letteraria riguarda il libro di Pier Paolo Pasolini, "L’odore dell’India" (le Fenici Tascabili, Parma, 2000) in quanto è, a mio avviso, un perfetto esempio di descrizione mediante le parole delle immagini e delle sensazioni che può dare un luogo, mentre la parte iconografica è tratta sia dal suo lavoro come pittore sia delle immagini che descrivono i suoi film.
 
Per la maggior parte i disegni di quel periodo li ho fatti col polpastrello sporcato di colore direttamente dal tubetto, sul cellofan. Quanto ai quadri veri e propri,li disegnavo su tela di sacco, lasciata il più possibile piena di buchi, con della collaccia e del gesso passati malamente sopra.
Appunto di P.P.Pasolini, databile attorno al 1970, pubbl. su Bolaffi Arte n.45, dic. 1974
 
Ho ricominciato proprio ieri 19 marzo a dipingere, dopo, tranne qualche eccezione, una trentina d’anni. Non ho potuto fare niente con la matita, né coi pastelli, né con la china. Ho preso un barattolo di colla, ho disegnato, dipinto, insieme, rovesciando direttamente il liquido sul foglio.
Appunto di P.P.Pasolini, databile attorno al 1970, pubbl. su Bolaffi Arte n.45, dic. 1974
 

Charles Baudelaire. Correspondences. Corrispondenze.

La Nature est un temple où de vivants piliers
Laissent parfois sortir de confuses paroles;
L'homme y passe à travers des forêts de symboles
Qui l'observent avec des regards familiars.

Comme de long échos qui de loin se confondent
Dans une ténébreuse et profonde unité,
Vaste comme la nuit et comme la clarté,
Les pafums, les couleurs et les sons se répondent.

Il est des parfums frais comme des chairs d'enfants,
Doux comme del hautbois, verts comme les prairies,
- Et d'autres, corrompus, riches et triomphants,

Ayant l'expansion des choses infinies,
Comme l'ambre, le musc, le benjoin et l'encens,
Qui chantent les transports de l'esprit et des sens.

 

Traduzione di G. Raboni, Milano, Mondadori, 1977

La Natura è un tempio dove incerte parole
mormorano pilastri che son vivi,
una foresta di simboli che l'uomo
attraversa nel raggio dei loro sguardi familiari.

Come echi che a lungo e da lontano
tendono a un'unità profonda e buia
grande come le tenebre o la luce
i suoni rispondono ai colori, i colori ai profumi.

Profumi freschi come la pelle d'un bambino,
vellutati come l'oboe e verdi come i prati,
altri d'una corrotta, trionfante ricchezza

che tende a propagarsi senza fine - così
l'ambra e il muschio, l'incenso e il benzoino
a commentare le dolcezze estreme dello spirito e dei sensi.

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