| "Con i suoi studi
Paolo Alberto Rossi praticamente riscopre quanto aveva scoperto il Brunelleschi
e che era rimasto inesplorato e non inteso. L'indagine mostra con nuovi
dati l'uso fatto della geometria per misurare i fenomeni naturali della
visione e conoscerne l'essenza, e spiega quale fu la regola della prospettiva
del Brunelleschi e come la definì, praticandola in famosi esperimenti.
Il Brunelleschi individua una geometria della visione che gli fornisce ordine
ed armonia delle sue opere; il disegno prospettico compone un'architettura
assiomatica, reale quanto inventata, che secondo il Rossi è governata
dal principio del massimo rapporto visivo secondo il quale sono state impiantate
le opere del Brunelleschi e degli artisti a lui più vicini, quali
il Masaccio, Paolo Uccello, Donatello
."
Ho voluto iniziare il percorso
della mia tesi con l'introduzione preparata nel 1985 da Carlo Lodovico
Ragghianti per il volume "Prospettiva, invenzione ed uso"
che avrebbe dovuto pubblicare Paolo Alberto Rossi. Tale pubblicazione
sarebbe stata la raccolta, il completamento, l'approfondimento di uno
studio complesso, del quale ho rintracciato una serie di articoli scritti
per la rivista Critica d'Arte, e che sono la struttura di base
della mia personale indagine. |
| Paolo Alberto Rossi |